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RIFLESSIONI JANNIK SINNER

PRIMO TURNO 2024

LUNEDI’ 17 GIUGNO 2024

GIORNO 1

RAGAZZI

Oggi ho capito che anche se si va via da casa, non vuol dire andarsene per sempre e venire dimenticati, ma affrontare un viaggio che al termine avrà insegnato molte cose sulla vita. C.R.

Quando faccio un errore e poi lo risolvo, mi insegna a ricordarlo, e se ricapita so già come fare. Se invece non faccio errori, non mi insegnano niente. V.G.

 

Oggi ho capito dalle parole di Sinner che un sogno va sempre inseguito, e mai lasciato indietro. Un’altra cosa che ho capito è che per raggiungere i propri sogni non ci si deve per nessun motivo arrendere. G.L.

 

Oggi ho imparato che per essere bravi bisogna essere ? allenarsi duramente e credere in se stessi ? una famiglia o un amico/amica che ti aiuta a migliorare e ti dà dei consigli bisogna divertirsi, accettare le sconfitte per migliorare. M.M.

 

La mia fortuna più grande è il nuoto, lo sport che pratico da tutta la vita. Altre sono la mia mamma, che mi ha ispirato nel mio percorso; invece, mio papà mi ha insegnato a giocare a golf, uno sport meraviglioso.

La mia sfortuna è che non sono riuscita ad entrare in una squadra di basket, perché era troppo lontana da casa mia. Sinner per il tennis ha lasciato casa sua, lo sci e il calcio; forse io ho troppa paura perché ho solo 10 anni. In futuro però, ci pensero, sicuramente non a 13 anni, ma inizierò ad allenarmi: basta comprare un canestro. A volte mi alleno quando ne ho l’occasione, come al City Camp, un bellissimo campo sportivo simile a Disentis.

Ecco un’altra mia sfortuna: ho paura di gareggiare di perdere e di essere esclusa, infatti a nuoto e golf mi alleno e basta.

L’anno scorso nella mia scuola è successo il contrario: quando ho perso mi sono rattristata, ma le mie amiche mi hanno incoraggiato dicendo che sbagliando si impara. V.E.

 

STAFF

Questo posto, da ormai 18 anni, riesce a regalarmi sempre più emozioni e ricordi, da quando come voi ho partecipato alla vacanza fino ad ora, e spero per altri tanti anni.

Ogni primo giorno qui ha lo stesso valore di sempre, addirittura cresce assieme a me e a voi, cresce ad ogni sfida, vittoria e sconfitta.

Quest’anno vorrei arrivare al termine della settimana vedendo ognuno di voi con un sorriso gigantesco in volto; rappresenterebbe per me la vittoria più grande di questa vacanza.

Mi auguro che vi possiate sentire tanto liberi di sognare quanto Jannik ha fatto e continuerà a fare; e perché no, magari sarò io stessa ad imparare a sognare di più grazie ai vostri sorrisi. (Elena)

 

Penso innanzitutto che la nostra vita sia un alternarsi di fortune e sfortune! Ma quello che mi sto chiedendo, proprio in questo periodo, è se tutte le mie sfortune sono state veramente “sfortune”, scusate il gioco di parole!

Nell’immediato, in una cosa negativa mi sembra di aver fallito. Ma se fosse proprio la salita che incontro durante la gara che potrebbe essere paragonata alla vita?

Certo si fatica in salita… ma è solo una parte della gara della vita! Poi cosa ci aspetta? Pianure? Discese? Quindi… in salita non si smette di pedalare! T.F.

 

MARTEDI’ 18 GIUGNO

RAGAZZI

  • Se perdo una partita importante, mi sento triste; ma se la perdo per aiutare qualcuno mi sento molto felice, perché quella partita posso recuperarla, e perché ho fatto molto felice una persona che ha bisogno. TG

 

  • Oggi ho imparato che le persone non si giudicano dall’aspetto. Vorrei imparare da Sinner ad avere un cuore grande verso ogni tipo di persona. Poi, ho imparato anche che dai nostri errori possiamo imparare molto, e che una sconfitta non è a fine del mondo, ma da questa si può diventare più grandi e forti. A.F.

 

  • Oggi ho imparato che anche se nello sport, oppure nella vita, non bisogna prendersela troppo, ma accettare la sconfitta. Impara dai tuoi avversari e migliora la tua esperienza. (Casoni Filippo E1)

 

  • Oggi ho capito che anche se vengo sconfitta non devo smettere di allenarmi per la prossima volta, e magari vincerò. E se una persona è diversa e non vince mai, merco di aiutarla, perché l’importante non è vincere, ma partecipare e divertirsi. C.M.

 

  • Io penso che la sconfitta non sia una delusione, ma un momento della vittoria. Non bisogna mai abbassare la testa. A.P.

 

  • Sinner ha accettato di giocare 3 minuti con Arthur al posto di concedere un’intervista a Le Iene. Ha anche accettato una sconfitta anche se era l’arbitro ad aver fatto un errore, perché aveva dichiarato la pallina dentro. L’ultima cosa che voglio dire, ma che non c’entra totalmente con Sinner, è che dobbiamo sempre dire grazie anche a chi ci batte, perché da loro impariamo e poi diventiamo veramente numeri 1. M.E.

STAFF

  • Sono uno sportivo a 360° , mi è sempre piaciuto ogni tipo di sport e disciplina in cui mi sono cimentato e che ho provato; questo mi ha reso una persona super competitiva, un ragazzo che ogni qualvolta che fa una partita dà sempre il massimo per raggiungere la vittoria.

A volte questo mio atteggiamento mi ha creato problemi a livello di rapporti umani, perché arrivo ad essere “odioso” con i compagni e gli avversari, ma il mio atteggiamento è fatto per spronare tutti a dare sempre il massimo, a cercare di tirare fuori sempre il meglio dagli altri. Sono stato abituato a guadagnarmi la vittoria meritatamente, dimostrando di essere migliore degli altri, ma soprattutto perché penso che ogni sconfitta sia un passo per la crescita di ognuno di noi. N.B.

 

  • Cari bambini, quest’anno per me è la prima esperienza da staff. Die o tre giorni fa ho realizzato un mio piccolo sogno: essere non più solo un ragazzo che partecipa a Disentis, ma anche uno staff.

Beh, che dirvi… se non che in questi re giorni ho capito tantissime cose che quando ero come voi non riuscivo a capire. In questa settimana ci sono stati tantissimi temi su cui ragionare e di cui trattare, ma io voglio parlare con voi di due temi fondamentali per me.

Sinner quest’oggi ci ha detto che ha condiviso il suo grazie con tutti i membri del suo staff… per me il grazie è una delle parole più importanti nella mia vita.

Mentre questa mattina chiacchieravo con i miei bambini proprio su questo aspetto non nego di essermi commosso. Questa parola tanto difficile da dire è forse una delle più belle che possano esistere su questo mondo. Io in primis facevo, e faccio ancora oggi, un pochino di fatica a dirla, ma fidatevi: non abbiate paura di far uscire dalla vostra bocca questo benedetto grazie.

Grazie alle nostre famiglie, ai nostri fratelli, amici e, a chiunque vogliamo dirlo, diciamolo, perché una piccola e semplice parola come questa può far smuovere un intero universo.

L’altro tema è il non abbattersi mai e guardare sempre avanti. Sinner oggi ci ha fatto notar come pur perdendo una partita anche importante per lui, non si è arreso, ma ha preso questa sconfitta come insegnamento.

Cari ragazzi, anche la vita è così piena di sconfitte e brutte esperienze, ma sono proprio tutte queste cose che ci rendono sempre più forti.

Sinner, pur perdendo numerose partite, è riuscito ad arrivare in cima al mondo, quindi, se ci è riuscito lui, possiamo farlo anche noi, caduta dopo caduta, sconfitta dopo sconfitta. Ognuno di noi riuscirà ad arrivare in prima posizione nella sua stupenda vita.

MERCOLEDI’ 19 GIUGNO 2024 

  • Oggi ho capito che se perdi o vinci devi lo stesso allenarti, perché sennò la prossima volta, se rifai lo stesso errore, non sai come risolverlo; invece, se ti alleni la volta dopo sarai in grado di risolverlo.

 

  • Oggi ho capito chi è stare qui a Disentis mi ha fatto crescere, diventare autonoma, a non arrabbiarsi sempre anche davanti alle difficoltà, e mi sono fatta amici fantastici.

I sogni sono come l’arrampicata: all’inizio sei piccola ma man mano che sali cresci sempre di più finché non arrivi alla fine che sei felice, realizzi il tuo sogno e magari la tua paura dell’altezza. Io ieri sono arrivata in cima, e mi sentivo bene come se fossi arrivata prima nel mondo come Sinner. M.M

 

  • Oggi ho imparato che se vinco o perdo non importa molto, l’importante è che mi diverta, ma soprattutto che mi impegni. Ma a volte nella vita bisogna anche fare scelte importanti o abbandonare qualcosa, io per fortuna non ho ancora fatto scelte importanti ma so che per migliorare prima o poi dovrò fare scelte importanti per migliorare. M.T.

 

  • Oggi ho capito che non importano la popolarità e i soldi, ma piuttosto giocare e divertirsi con gli amici. È più bello lasciare stare la ricchezza, come Sinner: lui vince per lasciare un messaggio, gli altri no. M.M

 

  • Ho capito che, anche se si vince o si perde, io penso a divertirmi, ma soprattutto ho imparato a vincere e perdere con me stessa. Ho imparato a credere nella vittoria e in me stessa.

STAFF

La bontà di Sinner nei confronti dei bambini è amorevole. Tante volte gli adulti si dimenticano di quanto i più piccoli siano importanti e tendono a sottovalutarli e ad ignorare le loro domande, curiosità ed energie dicendo “Ma sì… sono bambini, cresceranno”.

Un bambino rappresenta il nostro futuro, è quello che lasciamo nel mondo dopo di noi, e nessun bambino è senza speranza, né merita di essere lasciato solo. Dovremmo smettere di essere tanto arroganti (mi inserisco anche io nella categoria) solo perché siamo vivi da qualche anno in più, e dare per scontato di sapere cosa sia giusto e cosa sbagliato per gli altri, a prescindere.

Dobbiamo ricordarci che delle parole non bastano per coprire la mancanza di un’esperienza reale e che, i bambini più degli insegnanti arroganti e sapienti (che seppur nel giusto inculcano lezioni ai bambini) pretendendo di essere ascoltati, hanno bisogno di esempi concreti che li possano ispirare a essere migliori, che li possano guidare nella vita un po’ come un faro che non ti obbliga a seguirlo, ma è sempre lì e ti indica il percorso verso la costa.

Qualcuno ha detto, e lo condivido pienamente, che il mondo si divide solo in stupidi e arroganti, per cui ai giovano non resta altro che diventare intelligenti e arroganti, come i loro professori e, spesso purtroppo come i genitori.

Credo che Sinner questo meccanismo l’abbia capito, e che voglia porsi come un esempio alternativo, per dimostrare che la bontà non è segno di debolezza, e che il circolo vizioso in cui si trovano le persone può essere interrotto, spronando chi capisce a non sentirsi superiori e migliori, ma a condividere la propria sapienza e bontà per vivere in un mondo di persone migliori. P.A.

GIOVEDI’ 20 GIUGNO 2024

RAGAZZI

  • Io vorrei, come Sinner, una vita felice e diventare una campionessa di atletica, forse chiedo troppo? No, perché se uno si impegna può fare qualsiasi cosa; però, deve anche credere in se stesso, perché se crede di essere uno che non sa fare niente, non potrà mai mettersi in gioco per la paura di perdere. Ma come Sinner, se perderò non mi tirerò indietro, ma cercherò di allenarmi per migliorarmi e diventare più brava. C.C.

 

  • Oggi ho imparato che gli amici veri e fedeli sono quelli che per prima cosa ti chiedono “Come stai?” Quelli che ricorderai per sempre, quelli che ti aiutano nei momenti difficili. C.F.

 

  • Oggi ho capito che in qualsiasi sport o attività che si pratica bisogna dare il 100% e la costanza negli allenamenti. Bisogna avere anche la fortuna di avere il supporto familiare per realizzare i propri sogni. A. P.

 

  • Oggi mi ha colpito molto la domanda a Sinner sui social, e’ molto bello quello che dice ovvero che li usa pochissimo perché vive meglio senza, ed ha anche capito il perché non li usa spesso ovvero che non ti fanno vedere le cose come sono nella realtà. Sinner è un vero campione anche perché non è legato ai soldi ma all’essere il numero uno. Oggi l’80/90% degli abitanti del mondo si lega solo ai soldi quando invece quello che conta è l’amore, l’amore provato verso la famiglia, una persona, un parente, un amico ecc… M.E.

 

  • Oggi ho imparato che le persone che ti aiutano sempre, che ti stanno accanto nei momenti in cui hai più bisogno sono persone che ti vogliono bene davvero, che ti aiuteranno come genitori, fratello, amici veri. Veri, sì. Esistono quelli falsi che fanno finta di volerti bene però poi quando hai bisogno ti lasciano indietro da sola senza fare niente. A.C.

 

STAFF

  • La domanda che più mi ha fatto pensare e ragionare è stata “Cosa ti fa piangere?”. Io sono esattamente come Jannik nella vita quotidiana, mi dà molto fastidio esternare emozioni, soprattutto quando si tratta del pianto, e proprio come lui preferisco chiudermi nella mia cameretta e sfogarmi da solo.

Ho preso questa parte del mio carattere da papà, che per me è un esempio di vita. Non l’ho mai visto commuoversi o piangere, nemmeno nel giorno in cui il nonno (suo papà) è venuto a mancare, è sempre stato cresciuto ad essere forte, deciso e mai debole.

In questo posto magico, Disentis per me è tale, mi sento invece libero e completamente tranquillo di dimostrare ogni mia “debolezza”, o comunque emozione. Viviamo insieme praticamente 24 ore per 7 giorni, e creiamo dei legami fortissimi. Vi auguro di emozionarvi sempre, bimbi, e di vivervi ogni momento, soprattutto qui, al 100% mettendoci tutti voi stessi. B.N.

  • Dovremmo imparare tutti a gestire le nostre emozioni al meglio, come Sinner. L’ansia deve essere benzina ed energia, non freno. A volte bisogna sapersi guardare dentro, riconoscere, non rinnegare di avere paura e incanalare queste emozioni verso questo scopo. Dobbiamo solo capire come fare e sapere dove vogliamo andare. Altre volte, invece, quando le nostre emozioni diventano troppo pesanti e ci bloccano, dobbiamo solo rivolgerci a una persona fidata e svuotarci dei nostri problemi. Non dobbiamo sentirci deboli nel fare questo, perché serve a noi stessi a vedere i problemi da un altro punto di vista.

Spesso vi accorgerete di quanto le nostre preoccupazioni siano stupide e insignificanti, semplicemente sentendole uscire dalla vostra bocca. P.A.

 

VENERDI’ 21 GIUGNO 2024

RAGAZZI

  • Oggi ho capito che non è importante vincere, perché perdendo si impara il 99% in più di quando vinciamo. Ma un’altra cosa che ho capito è che da piccoli possiamo farci aiutare a prendere delle decisioni importanti da un amico, genitore … possiamo essere più responsabili da grandi, ma dobbiamo scegliere quello che ci piace di più. Ma per diventare campioni bisogna allenarsi, credere in se stessi, ma anche portare avanti i propri desideri e i propri sogni. M.M

 

  • Oggi ho imparato che non bisogna avere tanti soldi per essere famosi, ma serve l’amore verso gli altri per insegnare ad amare il prossimo. Io in questi giorni sto cercando di aiutare il più possibile, non per essere sfruttato, ma per insegnare agli altri ad aiutare. B.G.

 

  • Tra me, Sinner e Agassi ho trovato tante differenze: Sinner è sempre educato come me, invece Agassi no. Però, ho trovato una cosa che ci accomuna, ovvero l’amore per i bambini e per le madri. Spero di diventare amorevole come loro. S.D.

 

  • Oggi ho capito che nessuno ti deve obbligare a fare quello che non vuoi. Mia madre mi ha sempre detto: “Qualunque sport che faccio o che farò deve piacere a me, non a un’altra persona”. A Disentis ho trovato nuovi sport che mi piacciono o che non sapevo che esistessero, ma da questa vacanza ho imparato che ogni sport è bello se lo fai con il cuore. D.M.N.

 

  • Oggi ho capito che prima di seguire i consigli degli altri bisogna pensare con la propria testa. O capito anche che se ci trattano come non vogliamo possiamo dirlo. Poi, i genitori sbagliano perché è la prima volta che fanno i genitori, e anche perché sono persone come tutti, e se insistono tanto per una cosa è perché ci vogliono bene e vogliono migliorarci. G.C.

 

  • Dal racconto di oggi ho compreso che non dobbiamo sempre ascoltare nostri genitori: a volte ci dicono cose giuste perché ci conoscono bene, ma altre volte, come nel caso di Agassi, non dobbiamo seguire le cose che ci dicono ma che ci portano a fare cose che odiamo. Come fa Sinner dobbiamo seguire solo i nostri sogni, e non quello che ci obbligano a fare. Giocare solo a tennis e non andare bene a scuola ha portato Agassi a non essere più molto normale e, per questo motivo, dopo essersene accorto ha iniziato a frequentare prima un prete con il quale ha trovato il volto di Dio, e poi con un allenatore ha anche costruito una scuola per il suo quartiere in modo da aiutare tutti. Questo l’ha reso veramente felice. M.E.

STAFF

La vita ogni giorno ci mette davanti decisioni da prendere. Oggi abbiamo visto come si possono prendere delle decisioni e come no.

Mettiamo a confronto Sinner e Agassi …

Sinner ha deciso di inseguire il suo sogno attraverso le proprie decisioni, senza mai essersi fatto influenzare da nessuno. Agassi invece, che dire … non ha quasi deciso nulla.

La vita di Agassi è proprio un esempio perfetto di una vita piena di cadute, ma specialmente di vittorie. Andre non ha deciso di diventare campione, ma gli è stato imposto dal suo papà. Molti potrebbero dire “Però guardiamo dov’è arrivato con quell’obbligo”. È vero è diventato il numero uno al mondo, ma non era felice. Non era felice perché non è stato qualcosa scelta da lui.

Cari ragazzi, ve la faccio breve … Decidete sempre con la vostra testolina, non fatevi influenzare da nessuno, ma fatevi solo aiutare a capire qual è la strada giusta da prendere.

Per come sono fatto io, una volta presa una decisione è quasi impossibile farmi cambiare idea, magari la decisione presa è quella sbagliata e compirò il mio errore, ma mi rialzerò sempre più forte.

Bimbi, vi dico l’ultima cosa: rincorrete i vostri sogni, ma rincorreteli sempre con il sorriso. Trovatevi una persona, un hobby, una qualsiasi cosa che vi renderà felici, perché a felicità fa stare bene ognuno di noi. Ognuno di noi trova la felicità nel proprio modo, come Sinner nel diventare numero 1 o Agassi nell’aiutare il proprio quartiere.

Bimbi, vi auguro di trovare la vostra felicità nel più bel modo che la vita vi può regalare.

Il vostro P.N.

 

SABATO 22 GIUGNO 2024

RAGAZZI

Dalla settimana nel momento formativo ho capito che la famiglia viene prima di tutto, gli amici fidati sono quelli che ti vogliono come amici anche se vinci qualsiasi torneo o partita di qualsiasi sport. Se l’arbitro sbaglia qualcosa non si deve reagire con insulti o proteste ma continuare la partita. Se vuoi realizzare un sogno ti devi impegnare e migliorare. L.M.

 

Io in questa settimana a ho capito che per realizzare il proprio sogno non ci si deve arrendere mai, e ci si deve allenare sempre di più per raggiungere il proprio sogno. B.F.

 

Da questa settimana di Disentis porto a casa l’importanza di credere in sé stessi e che se hai un sogno devi portarlo con te e non lasciarlo andare. Anche genitori e amici ti sostengono e ti spronano. In questa settimana ho imparato ad essere più responsabile ed autonoma. L.B.

 

Io questa settimana ho capito tante cose, come l’amicizia, la sportività, il rispetto, e in questo tempo mi sono divertito un mondo, ho fatto nuove amicizie, ho scoperto nuovi sport come tchoukball, arrampicata, palla due fuochi e palla quadrato, e ho capito anche un’altra cosa: se hai un sogno inseguilo senza mai arrenderti. G.L.

 

In questa settimana a Disentis, nel momento formativo, ho capito molte cose: una di quelle è che popolarità e ricchezza non contano, ma conta l’amore delle persone. Ma non solo questo, ho capito anche altre cose sempre buone e giuste. A Disentis ho scritto cose che a casa non avrei mai scritto, e mi sono espressa al meglio di me. Se poi leggeranno un’altra frase, non importa, perché ho fatto il meglio di me. M.E.

 

STAFF

Questa settimana è stata molto significativa. Mi ha insegnato quanto amore c’è nel mondo, che non tutto è grigio come sembra e che, in fondo, anche il grigio è un colore; che i dubbi sono normali, che non c’è un modo giusto di fare le cose, e che a volte serve solo un po’ di coraggio. A. P.

 

È stata una settimana all’insegna dei sorrisi e del divertimento, e se tutto questo è successo, è solo grazie a voi bimbi, a tutto il vostro impegno ed energia che avete impiegato.

Non si smette mai di imparare, e anche se siete più piccoli, di questa esperienza ho capito quanto sia importante la parola “Amicizia”, quanto sia importante anche solo un sorriso per risollevare il morale di una persona, di quanto un abbraccio sincero possa fare bene e di quanto è bello aiutare e dire una parola di conforto a chi è giù di morale.

Dopo tutto questo voglio però darvi un consiglio, ragazzi: non smettete MAI di sognare, non mollate MAI il vostro sogno, non fatevi MAI ostacolare o abbattere da chi non crede in voi, abbiate sempre la forza e il coraggio di rialzarvi dagli errori e dalle delusioni con ancora più voglia, determinazione e costanza ri prima, proprio come Sinner ci ha insegnato questa settimana. (Nico)

 

Missione compiuta, cari bimbi: mi avete donato i sorrisi più belli che si possano immaginare, tanto belli da farmi dimenticare qualunque altra cosa. Avete saputo accettare le sconfitte, imparando ad usare lo sconforto come trampolino, avete saputo consolare e aiutare chi ha lasciato che la nostalgia prendesse il sopravvento, avete sconfitto l’egoismo per lasciare spazio nei vostri cuori, da riempire con le mille esperienze che affronterete.

La vostra spontaneità e sincerità mi hanno aiutata a ricordare quanto sia bello dare affetto in modo incondizionato, senza il bisogno di aspettarsi qualcosa in cambio.

Sognate, bimbi, con tutta la forza d’immaginazione che avete. Se i sogni di questa settimana vi hanno fatto sorridere così tanto, allora vi chiedo di sognare anche domani e per sempre, ogni giorno di più. E.C.

SECONDO TURNO 2024

LUNEDI’ 24 GIUGNO 2024

Oggi abbiamo parlato di fortuna e sfortuna. La fortuna non nasce dalla vittoria di un premio o diventare famoso/a, beh si anche da quello però secondo me le fortune nascono anche da piccole cose come: un abbraccio o delle strette di mano. 

Ma la fortuna sapere qual è?! È l’avere persone accanto che ti sostengono come amici, familiari, fratelli, genitori…. ma anche avere la fortuna di essere qui e di vivere. Questa è una fortuna a cui non pensi sempre ma è la fortuna più bella che c’è secondo me.       I.C.

Penso che fare dei sacrifici sia una cosa molto difficile. Bisogna avere coraggio, dedizione e soprattutto bisogna essere convinti e sicuri fino in fondo di quello che stiamo facendo, perché per raggiungere un obiettivo si devono spesso fare sacrifici, che possono sicuramente essere dolorosi, ma dopo sarete sicuramente soddisfatti delle vostre scelte accorgendovi a che punto siete arrivati. Poi non sarete mai soli: la vostra famiglia probabilmente sarà sempre al vostro fianco e vi sosterrà, perché anche se a volte litigate e poi ci state male e loro ci restano male, gli volete e loro vi vogliono un bene immenso. Ma anche se non sentite l’aiuto della vostra famiglia non sentitevi mai soli perché anche se non è quest’ultima che vi sostiene potrebbe essere un’amica o amico, un allenatore, un prof o qualsiasi altra persona che vi sta cara. Quindi non arrendetevi mai e se avete un obbiettivo andate fino in fondo con passione.   C.B.

La mia vita tramite lo sport è iniziata dalla danza, da danza classica, a moderna per finire con hip hop. Grazie alla danza ho capito molte cose, a non vergognarsi, d’altronde ci vuole anche coraggio nel ballare davanti a persone e a sbagliare. Poi ho capito che danza non faceva per me e ho iniziato pallavolo, volevo provare un gioco di squadra, di competizione (non in modo cattivo) e nel praticare tornei. Una delle mie sfortune che poi è diventata una fortuna è stato di avere una maestra non brava che mi sgridava, esercizi difficili (e anche trattare un po’ male le persone) ma grazie a lei sono migliorata di allenamento in allenamento. Mi ritengo molto fortunata ad avere una famiglia che mi ama, mi supporta, mi permette di fare molte cose, ad avere una casa, bravi maestri, ecc. Cose che magari per alcune persone sono ovvie, ma non è così. Quindi impariamo a non ritenerci sfortunati per poche cose ma a ringraziare per ogni singola cosa. Ringraziamo sempre per tutto!  M.R.

Io mi sento molto fortunato perché ho una famiglia che mi aiuta, mi sostiene e mi vuole bene. Queste possono sembrare banali, ma, purtroppo, nel mondo c’è chi non ha queste cose semplici ma indispensabili. Anche la fortuna di riuscire ad apprendere bene a seguire e questo mi aiuta molto a scuola. Ma ho anche qualche sfortuna ad esempio, mi distraggo molto quando faccio i compiti e questo mi fa perdere molto tempo per giocare, infatti ultimamente mi sto impegnando molto a perdere meno tempo possibile i risultati iniziano a vedersi.  A.B.

La prima fortuna è una famiglia e lo sport. La mia seconda fortuna è avere qualcuno che mi sostiene, che mi ascolti e che mi veda come sono ora e non come sarò in futuro. La mia terza fortuna è che sono grata dei miei allenatori. C.F.

Io ho una fortuna immensa perché ho dei genitori che hanno sempre assecondato le mie richieste e seppur difficili ci sono sempre riusciti. R.B.

La mia passione è la pallavolo e l’ho capito perché quando gioco mi sento  “viva” e anche se non sono bravissima continuo e continuerò a cercare di non saltare né allenamenti né partite perché sento che è la pallavolo a riempirmi quel piccolo pezzo di cuore che ogni tanto sento vuoto.

Anche se ci saranno delle scelte difficili io voglio provare ad arrivare ad un livello professionistico e anche se ho solo 11 anni, riesco già a capire cosa vuol dire essere innamorati e catturati da qualcosa che, per me, è la pallavolo.  A.C.

 

La serietà e la costanza si possono trovare non solo nello sport ma anche, e soprattutto, nella scuola. 

L’anno prossimo sarò in terza media e devo confidarvi che quest’anno non è andato bene per il mio poco impegno, e adesso rimpiango i momenti di studio buttati, le verifiche andate male e i consigli delle prof buttati. Spero che la terza vada meglio e spero di dare il meglio di me nello studio.

G.L.

Penso di avere molte fortune che ti rendono felice; come sicuramente una famiglia una casa cibo giochi amici fedeli che ti stanno accanto, nel momento del bisogno sicuramente dei nonni formidabili a cui voglio un sacco bene ma anche la fortuna di fare belle vacanze insieme ai miei genitori a mio fratello; sfortuna… beh si, questa potrei anche avercela nella occasioni che vuoi ma sfortune non credo e se non ci credo rileggo le mie belle fortune a cui tengo  G.A.

Oggi il tema è la fortuna. La fortuna è un qualche cosa che tutti proviamo nella vita. Nel momento che ha preceduto la scrittura, insieme allo staff abbiamo ragionato, in particolare, di una fortuna che accomuna ognuno di noi: la famiglia. Ecco, io volevo soffermarmi proprio su questa costante che ci ha sempre sostenuto e che ci fa fare esperienze importanti per la nostra vita.

Quindi, volevo concludere dicendo che mi ritengo fortunato, ma non per il pallone da calcio nuovo o per il nuovo telefono e altri oggetti materiali, ma per la mia famiglia sempre molto disponibile e che mi fa vivere esperienze indimenticabili. M.F.

 

Sono fortunato ad avere una famiglia che mi supporta in ogni mia scelta,degli amici molto simpatici e bravi con me e anche un allenatore che crede in me. Le mie sfortune sono molte una di queste è avere la mamma e il papà separati, ma questo lo posso trasformare in fortuna, perché è meglio per loro. Preferisco avere i genitori separati che averli in casa che litigano tutti i giorni.

T.M.

Parlare di fortuna non è sempre una cosa giusta perché spesso è solo frutto della nostra dedizione in ciò che stiamo facendo, la fortuna esiste solo in casi eccezionali ma l’impegno, la concentrazione e la forza di volontà sono cose che spesso confondiamo con la fortuna.  

Se noi crediamo in qualcosa dobbiamo continuare a farlo e ci dobbiamo ricordare gli eventi sfortunati perché ci possono aiutare a migliorare in molte cose, come lo sport.

G.C.


Io sono disposto a fare tutto per raggiungere il mio sogno, dando impegno e dedizione. 

I miei genitori e i miei maestri mi hanno insegnato tanto facendomi capire cos’è lo sport, e mi hanno fatto capire il rispetto, la lealtà e l’impegno in quello che si fa, e questa è una grande fortuna. 

Sinner una volta disse:”nel tennis se fai un errore puoi rifarti”, a parere mio è come nella vita perché, si sa qualche volta si sbaglia ma puoi sempre rifarti e questo ci insegna molto. M.

 

La mia prima fortuna è quella di avere una casa e una bellissima famiglia.

La mia sfortuna è che mio fratello vive in un altro paese (sempre in Italia) con i miei nonni, ma ho un altro fratello che vive con noi.

La mia sfortuna che potrebbe diventare una fortuna è che i miei due fratelli possono vivere con i miei genitori e con me, se vogliono anche i nonni.

STAFF

 

La vita ci riserva tante esperienze belle, ma anche altrettanti momenti brutti. Con il senno di poi, è più facile trovare il lato positivo delle cose, trasformare le sfortune in fortune. Mi è capitato molte volte di pensare di essere una calamita per le cose brutte, e mi ci è voluto del tempo per capire che in realtà erano sfortune “relative”, che il lato positivo c’è sempre, che può essere anche banalmente una sfida che mi è stata posta davanti e che poi mi ha reso la persona che sono oggi. Non è sempre facile trovare il lato positivo mentre si vive un brutto periodo, soprattutto se si è pessimisti come me, ma posso dire che nell’ultimo anno mi sono impegnata molto nel cercare il lato bello delle cose e la vita è molto più leggera così. È anche più semplice cercare di raggiungere gli obiettivi se ci si diverte e si vive bene il percorso. Quando si dice che è il viaggio ciò che conta davvero è vero, basti pensare che la vita è un viaggio continuo. Non ho mai visto nessuno accontentarsi di un obiettivo raggiunto, perché siamo fatti per sognare sempre, per arrivare ad essere la versione migliore di noi stessi.

MARTEDÌ 25 GIUGNO 

La sconfitta è importante per tutti, è successo ad ognuno di noi. Mentre scaliamo la montagna della vita c’è quel sassolino, quel rametto sul sentiero che ti fa inciampare. Se pensi di non poter continuare non è così, perché per il primo momento sentirai dolore, ma per il futuro ti ha fatto bene. Ti ha fatto credere in te stesso e ti ha fatto crescere. Se hai difficoltà aggrappati alla tua roccia, la persona più importante per te, e vedrai che continuerai la tua salita, e anche se succederà altre volte ci sarà sempre qualcuno per te, lì ad aiutarti. G.C.

Non è facile rialzarsi dopo una sconfitta, alcune volte ci si può arrabbiare, ma con l’aiuto di alcune persone ci si può alzare e riprovarci. M,.F.

Secondo me una sconfitta è quando non si riesce a raggiungere un obiettivo e quindi può essere una cosa triste ma se guardiamo l’altro lato della medaglia vediamo che una sconfitta può essere anche un’occasione per crescere, imparare dai propri errori e migliorarsi. Qui a disentis ho imparato molte cose come: credere di più in me, non restare chiusa in me stessa se non conosco persone ma, anzi,cercare di fare amicizia. Questo camp mi ha regalato alcune vittorie sia emotive che a livello sportivo, ma anche alcune sconfitte che però mi hanno aiutato a crescere. G.M.

L’importante nello sport non è vincere o perdere ma essersi impegnati e divertiti; se si perde non ci si deve arrabbiare ma capire qual’è stato l’errore e imparare da quello che si è sbagliato; allenarsi sempre di più per diventare più forti.

Quando vince si fanno i complimenti all’avversario e non gli si esulta in faccia, bisogna portare sempre rispetto.

I ricordi che si devono tenere nel cuore del proprio allenatore sono i momenti nei quali ci si diverte e non quando si litiga o ci si arrabbia per aver perso una partita. J.M.

Oggi abbiamo parlato di vittorie e sconfitte, e io di solito, a prescindere dalla vittoria o dalla sconfitta, dopo cerco di ricordare gli errori che ho fatto per cercare di forgiarmi e di non ricommettere lo stesso errore, aiutato dalle persone che più mi sono vicine, come mio padre che mi dice sempre questa frase: “Sbagliare è umano ma perseverare è diabolico”. Non saprò mai quanto ringraziarlo per tutto quello che fa per me. Questa frase dopo aver fatto un errore mi rimane sempre in testa, e penso sia quello che vuole mio padre. S.R.

Siamo tutti d’accordo che Sinner è un esempio da seguire, per i suoi comportamenti, le sue attitudini e il suo rispetto verso gli altri. Difatti, alla fine di ogni partita considera ogni suo avversario come un amico e come un’opportunità di crescita, di conseguenza lo rispetta e magari ci scherza anche. 

Il bello dello sport come anche della vita per certi versi, è la capacità di sfidarsi e mettersi alla prova in campo, dando il 110% per la vittoria, ma poi una volta finita la partita tornare amici e stringersi la mano. 

Alla fine la vittoria non è solo arrivare al primo posto, anzi quelle che ci restano di più nel cuore sono quelle in cui abbiamo dato il nostro meglio e in cui siamo cresciuti di più come atleti, ma soprattutto come persone, al di là del risultato. M.B.

Tante volte prendiamo spunto da chi è più forte in campo, da chi esulta o da quello che ha fatto più goal o più punti quindi il nostro idolo secondo noi è un campione. Ma non dovrebbe essere un campione anche fuori dal campo? Io penso proprio di si. La persona che dobbiamo adorare è la persona non solo il giocatore. Adorare non significa amare ma supportare, consigliare ecc. M.F.

Oggi abbiamo imparato da Sinner che dopo un punto subito o una partita persa, bisogna rimanere sempre sul pezzo, non arrabbiarsi e non perdere la testa. 

Io fino agli scorso anno dopo un gol subìto o una partita persa perdevo la testa o mi arrabbiavo sia con me che con l’arbitro.

Dopo quest’anno al torneo di Bellaria in cui abbiamo giocato tutto il tempo bene, siamo arrivati alla finale e dopo 5 minuti abbiamo subito gol e tutta la squadra si è scoraggiata e innervosita. 

Dopo la partita persa abbiamo imparato e capito perché avevamo perso e ora siamo e sono cresciuto di più.      S.E.

 

Quando penso alla vita mi immagino una parete di roccia, una montagna. Ogni appiglio è importante. Uno dei piccoli passettini che fanno i campioni come sinner, ma anche ragazzi che hanno un sogno o qualsiasi altro ragazzo, è la famiglia e i maestri, sia sportivi e scolastici, ma anche di vita. Io personalmente ho avuto tanti maestri, a partire dalle mie due insegnanti di italiano, una delle medie e una delle elementari. E anche il mio mister, che mi dice sempre di eccellere in quello che faccio e farlo con il cuore. G.A.

Sinner è un grande campione non solo perché vince molto, ma soprattutto per la sua educazione e per la sua forza d’animo. Io quando perdo a volte sono triste, ma altre volte penso che la sconfitta mi aiuterà molto per la prossima partita oppure se ho perso ma ho dato tutto e mi sono divertito, stringo la mano all’avversario che si è meritato la vittoria. Nella mia vita ci sono stati grandi maestri che mi hanno aiutato a crescere: i primi sono i miei genitori e la mia famiglia che mi hanno educato e insegnato molte cose, ma anche gli allenatori mi hanno insegnato ad essere educato e molte cose sul calcio e scolastiche che non dimenticherò.  A.B.

 

MERCOLEDÌ 26 GIUGNO 2024

Un esempio che tutti dovremmo seguire è quello di Sinner che non si lascia abbattere dalle sconfitte, ma cerca di non abbattersi e andare avanti. Una frase che mi ha colpito è stata:”dopo ogni torneo non importa se vinco o perdo, penso subito a come affrontare il prossimo”. Mi rappresenta molto questa frase perché l’importante non è vincere o perdere ma provarci e divertirsi, e chi fa di tutto per farti perdere non ti vuole veramente bene, per questo “bisogna circondarsi di persone vere e giuste”.

C.B.

Oggi abbiamo parlato dei sogni, e, per riuscire a realizzarne uno, bisogna sempre fare una marea di sacrifici e rinunce. Per esempio io, prima di venire a Disentis, mi ero posto il sogno di venire, seppur con pochissime persone che conoscevo, senza stare sempre in solitario, cioè di cercare di fare nuove amicizie, e ho dovuto rinunciare alla mia famiglia per una settimana. Fino ad ora mi ritengo abbastanza soddisfatto, anche se la settimana è iniziata da poco.

S.R.

Sinner nel 2018 disse: il mio sogno? Il mio sogno è diventare il numero uno al mondo e ci è riuscito tra vittorie e sconfitte, allenamenti e sacrifici. tutti dovremmo avere un sogno e tutti dovremmo provare a realizzarlo a piccole dosi e come dice Jannik dopo una partita si passa sempre a quella dopo. Sinner era affascinato da Federer e Alcaraz e poi si è trovato a superarle nella classifica mondiale. Tutti secondo me dovremmo conoscere il nostro idolo.  E.S.

 

La vita è come un edificio: ogni successo, ogni vittoria e ogni sconfitta sono un mattone. Si, le sconfitte ti aiutano a capire e a non mollare perché senza sconfitta non c’è vittoria e senza vittoria non c’è sconfitta. Quando si vince non si deve esultare in faccia all’avversario ma ben si continuare ad allenarsi e a vincere sempre con rispetto. 

Essere ed apparire sono due cose diverse perché se uno appare gentile in pubblico ma con i familiari non è gentile è solo apparenza.

M.F.

 

Io pratico ginnastica ritmica e a settembre mi ritroverò a dover far una scelta: o salire di livello o stare con il mio gruppo di amiche. Secondo me in quel momento mi sentirò come Jannik Sinner che ha dovuto scegliere se andare avanti per diventare il numero uno oppure rimanere dove vive con la sua famiglia e i suoi amici. Intanto io continuerò a pensare per arrivare ad una conclusione.

G.M.

 

Ho capito che la vita è come uno sport, puoi cadere ma devi cercare di rialzarti. 

A volte pensiamo che un piccolo ostacolo possa fermare il nostro percorso, ma con la gentilezza, la lealtà, la passione e la forza, riusciremo a superarlo e potremo continuare a cercare le pietre per finire di costruire il nostro percorso in meglio. Un consiglio che voglio dare a tutti è: “la vita è una sola, godiamocela!“

A.G.

Parlare di sacrifici è facile ma farli è tutta un’altra cosa. Poche persone hanno avuto il coraggio come Sinner di andare via di casa a 13 anni per seguire il sogno di diventare un grande sportivo; i sacrifici possono essere allenarsi con costanza senza perdere un allenamento per migliorarsi perché il ragionamento “migliori solo dopo una sconfitta“ è la cosa più sbagliata che si possa fare, migliorarsi dopo una sconfitta è importante ma dopo una vittoria lo è ancora di più, se io voglio vincere mi devo impegnare e dobbiamo arrivare al concetto che si può sempre migliorare, Sinner è il primo al mondo però lui sa che ancora un margine di miglioramento. Quello che ho imparato da Sinner è che se voglio realizzare i miei sogni devo sempre dare il 101%, ci sta a volte essere poco concentrato perché le giornate no esistono e capitano a tutti, ma non concentrarsi perché si fa lo stupido non è giustificabile, se uno vuole diventare grande nello sport, nel lavoro o a scuola non basta dire “questo lo so, non ci riprovo” perché così non si arriva da nessuna parte.  T.M.

Oggi abbiamo parlato dei sogni da inseguire, per esempio il mio è quello di diventare un giocatore di basket importante come Michael Jordan. Poi abbiamo guardato e cantato l’inno di Disentis e leggendo più accuratamente il testo la frase che mi è piaciuta di più è “stringi pugni, ragazzo, non lasciargliela vinta neanche un momento”. Questa frase spinge ognuno a non mollare mai ma a impegnarsi fino a raggiungere il proprio obiettivo e anche se si perde si può comunque imparare.

A.T.

 

Sinner aveva un sogno e l’ha sempre seguito, ma per me i sogni cambiano tutti i giorni.

Ogni giorno imparo qualcosa di nuovo: a disentis, a casa, a scuola e altri posti.

C’è sempre una lezione dietro l’angolo.

Mi ha colpito che Sinner non si arrende mai, non solo sul campo, ma anche nella vita.

Tutti dovrebbero inseguire i propri sogni.

B.B.

 

La frase di Nelson Mandela si rispecchia anche nella vita. Quando litighi con qualcuno, prendi un brutto voto, è una sconfitta, ma poi si impara dove si sbaglia. 

Una cosa che mi piace di Sinner è che non si ferma all’obiettivo stabilito, ma continua per raggiungerne un altro.

L. V.

Mariaelena Ballerio E1 

 

Ci sono 2 modi di affrontare delle sfide e la vita in generale: puoi vedere il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, puoi vedere un broncio o un “sorriso a testa in giù”.

Lo stesso vale per una vittoria o una sconfitta perché al di là del risultato, sei tu che decidi come comportarti e di conseguenza sei sempre tu che stabilisci veramente se hai vinto o perso.

È proprio in queste occasioni che cresciamo e impariamo, basta aprire gli occhi.

 

Sinner ha raccontato che il suo stile di gioco è ispirato da quello dei suoi idoli io anche se una disciplina differente ovvero il calcio mi atteggia sia in campo sia caratterialmente i miei campioni come Jannick mi sono fissato degli obiettivi alcuni raggiunti alcuni no però come Sinner ci ha insegnato che con impegno convinzione dedizione si può arrivare a tutto da questa lettura conservo soprattutto la gentilezza e allo stesso tempo il grande spirito sportivo di Jannik. 

A.L.

 

Per me Sinner era molto preparato in tutte le cose e io vorrei essere come lui però ci vorrà tanto tempo Io farei tutti i sacrifici del mondo per arrivare al mio obiettivo, durante il mio viaggio calcistico sicuramente perderò o vincerò però comunque mi dovrò allenare duramente.

T.M.

GIOVEDÌ 27 GIUGNO 2024

 

Ogni giorno mi guardo in giro e vedo persone che si divertono giocando facendo sport poi però vedo la gente che sta creando un nuovo sport la caccia ecco questa è una delle cose più brutte al mondo perché chi pratica questo sport non sa che cosa significa perdere qualcuno e io mi chiedo fino a che punto possa arrivare le cattiverie dell’uomo e perché l’uomo si considera più evoluto degli altri quando invece è quello che uccide per divertimento si potesse fare una domanda a Sinner gli chiederei secondo te è giusto che l’uomo si comporti come si comporta ora perché questa è la cosa che mi fa capire la mentalità di una persona.

A. B.

 

 

Le risposte che ha dato sinner a tutte quelle domande che gli hanno fatto mi hanno fatto riflettere molto. Ad esempio, quando alla domanda:” qual è il tuo sogno di felicità?” lui ha risposto: “ la salute dei miei genitori e continuare a vivere la vita che piace a me anche nello sport”. questa frase mi piace molto perché per me la felicità non è possedere oggetti molto costosi o amici falsi per piacere alle persone, ma semplicemente la salute dei miei familiari perché senza salute non c’è felicità.

C.B.

A me è piaciuta molto la parte in cui hanno chiesto a Sinner che cosa lo fa piangere. Io non ho neanche potuto vedere i miei nonni che sono morti due di malattia e una di vecchiaia. Ora ho solo una nonna e me la voglio godere. Mi è piaciuta anche la parte dei rimpianti perché bisogna sempre perdonarsi e andare avanti cercando di migliorare. È incredibile quanto questo camp mi stia aiutando a crescere e di quanto mi stia insegnando. 

 

La cosa che mi ha colpito di più della lettura del giorno 4 è stato quando anche Sinner riconosce di avere dei limiti. Ognuno di noi ha dei limiti, che siano paure o qualcosa che non si riesce a fare fisicamente, e i limiti servono proprio a questo, ovvero per essere superati. Il mio limite e paura è l’altezza, e in quei momenti in cui si prova a superare il proprio limite, bisogna far “parlare il cuore e non la mente”, perché la mente metterà sempre degli ostacoli, e il cuore sarà sempre il primo a volerli superare. Ma la cosa più bella è che Sinner desidera vedere dove arriva

A. C.

Leggendo questo  ibretto, mi ha colpito molto una cosa su sinner, ovvero il fatto che riesca a controllare le sue emozioni perfettamente, cosa che io non riesco mai a fare. In particolare c’è un emozione che io sottovaluto sempre, ovvero la felicità. Di solito io cerco di trovare la felicità in qualcosa che ritengo speciale, ma ho capito che la felicità può essere trovata in tutto: in un abbraccio, in un disegno o nel fatto che i propri cari che ci hanno lasciato, ci pensano sempre. 

Vi faccio un esempio: se non ricordo male Mia nonna è morta il 16 novembre, un anno dopo, il 16, abbiamo vinto €100 al gratta e Vinci. Qualche anno dopo il 16 abbiamo trovato una casa in cui trasferirci e, sempre il 16 ci sono arrivati i materiali con cui ristrutturare la nostra nuova casa.

Potete pensare che sia solo un caso, ma comunque sia, secondo me, e perché quando una persona ci vuole bene ci pensa sempre. 

F.C.

 

Della parte di oggi mi ha colpito molto la frase “voglio capire, non voglio vivere di rimpianti”, perché Sinner con questa frase vuole dirci che ogni errore non viene per caso o per distrazione, ma viene per insegnarci qualcosa; che sia inutile o importante non importa, bisogna solo capirlo, accettarlo e provare ad agire e, a anche se non ci riusciamo, ci ricorderemo, chi più chi meno, di quell’errore.

S. B.

 

Sinner ha fatto una scelta con i social: di non usarli tanto. Io ho solo 12 anni e il telefono non ce l’ho quindi io non ho social e non uso il telefono dei miei genitori per giocare ai videogiochi e quando lo dico agli altri mi guardano stupiti  e io a volte non capisco cosa trovano di divertente nell uccidere la gente su fortnite o giocare a brawl stars. Io preferisco leggere un fumetto o giocare a pallacanestro sul terrazzo. Io poi avendo cugini più grandi non ho mai vestiti o scarpe alla moda, quasi solo vestiti e scarpe usate e questo non mi dispiace

E.S.

 

quando Sinner ha parlato di quando è venuto a mancare suo nonno mi ha fatto venire in mente la reazione che ho avuto quando mio nonno se n’è andato, ho urlato molto e pianto molto ma ora che sono passati quattro anni penso che lui possa esserci nell’acqua, nell’erba, negli alberi e nelle montagne e che quindi lui sia ancora con me anche se ora tra di noi c’è un muro invalicabile. Se ci penso non controllo più le emozioni perché lui era l’unica persona di cui mi fidavo veramente, gli avrei affidato alla mia vita e spesso desidero di poter morire per rivederlo l’ultima volta. La frase dell’inno di quest’anno“ che quando sarai in punto di morire pianterai un ulivo pensando di vederlo fiorire“ mi fa riflettere sulla vita e pensare che dobbiamo sfruttarla subito.

T. M.

oggi dopo cinque giorni mi sento molto felice, gioioso e su di morale. Ma anche molto ansioso, interessato, incuriosito, su quello che stanno facendo o come stanno o dove sono ora i miei genitori, parenti e animali. Ma devo resistere, devo avere determinazione e competizione su quello che dicono gli staff, per me se io perdo o vinco. Non devo imparare se perdo e non devo insultare gli altri se vinco, ma la mia vincita migliore è quella che a chi Disentis io mi sono divertito tanto.

F. Z.

 

 

A Sinner hanno fatto una domanda a cui vorrei rispondere io, che rapporto hai con i tuoi genitori? io con i miei genitori ho un rapporto molto bello e per questo mi ritengo fortunata, loro per me ci sono sempre stati e anche se a volte mi arrabbio e penso aperta“ perché non posso fare mai niente e i miei amici sì?“ Oppure “mia mamma mi sgrida per tutto, sono stufa“ poi dopo capisco che ho sbagliato perché loro hanno sempre fatto del loro meglio per rendermi felice e quindi devo essere molto riconoscente nei loro confronti. Volevo soltanto darvi un consiglio, anche se poco sfruttate al meglio il tempo che avete con i vostri genitori perché solo quando una persona è lontana ne sentiamo la mancanza

G. M.

 

se c’è una cosa in cui assomiglio a Sinner, è la stima per i genitori e il desiderio di renderli orgogliosi. Non sono una che ha bisogno di abbracci o parole dolci, e nemmeno di passare tanto tempo coi miei, ma sono sempre stati di grande ispirazione per me; un esempio esempio da seguire. I genitori assieme alle persone con cui cresci, sono quelli che costruiscono mattone dopo massimo due in, giorno dopo giorno, la persona che sei e che sarai. è ovvio che ci sono genitori con mentalità divere, magari alcune migliori delle altre, ma soprattutto da piccoli è quasi naturale provare stima e affetto per loro. ai genitori, magari anche solo uno dei due, saranno sempre quelle figure sempre presenti e i nostri punti di riferimento, i nostri esempi, una luce sempre accesa in una notte di buio profondo

M. B.

 

oggi ho imparato che tutti hanno modi differenti di vivere. ci sono persone che hanno genitori che vanno via per anni, altri che sono sempre sui telefoni, ma anche altri che vivono con i rimpianti. I rimpianti sono uno dei pesi più pesanti che a volte non vanno via e senza i genitori è difficile imparare le cose corrette. Le persone che vivono con i social sono ignoranti e non capiscono la vita. Capire la vita e le fortezze è una lezione che serve sapere a tutti.

B.B.

 

STAFF

In questo posto, il laghetto, ogni volta che ci torno mi tornano in mente i ricordi di tutti gli anni passati a disentis, la nostalgia e i pianti dei primi anni, ero un disastro. Tutta la fatica fatta negli ultimi anni, la felicità di molti momenti e, soprattutto, i pianti a fine settimana perché non volevo andarmene. Tutto questo mi ha insegnato tanto, anzi, tantissimo. Soprattutto mi ha insegnato a non mollare mai, anche quando Cado o fallisco. Mi hai insegnato a rialzarmi sempre. Mi ha insegnato a credere in tutto ciò che faccio. Certo, non sempre è così facile la vita, come cantava Pezzali a volte è complicata come una lunga corsa di ostacoli. Ma come un allenatore insegna a saltare gli ostacoli, noi dobbiamo circondarci di persone che ci aiutino a superare le difficoltà della vita. Disentis per me è stato un allenatore in questo, e adesso che ho iniziato l’esperienza dello staff voglio provare anche io ad allenare in questo tutti i ragazzi che incontro.

B. A.

VENERDÌ 28 GIUGNO

Ma se il tuo cammino nella vita è diverso? Se qualcuno ti obbliga a cambiare? Se non hai un compagno di viaggio al tuo fianco? È l’ora di cambiare sentiero. Magari non riesci e rimani bloccato. Puoi ritornare indietro,  cercando di uscirne o trovando qualcosa di alternativo, ma sappi che non sarà facile. Qualunque situazione ci capiti pensa sempre a trovare un posto sicuro, scava dentro il tuo cuore e continua a camminare; vedrai che ci sarà qualcosa che vale la pena vedere.

G.C.

Oggi abbiamo parlato del campione di tennis Andre Agassi. Il campione italo-americano ebbe un trauma da bambino, cioè la pressione del padre. Durante questa settimana una frase che mi ha colpito particolarmente è quella di Nelson Mandela, cioè ” io non perdo mai, o vinco o imparo”. Ecco, questa è una frase che mi ha fatto molto riflettere perché Agassi è riuscito, da una sua debolezza e da un suo sconforto, a uscirne vincitore. Un’altra costante è il fatto che sia Sinner sia Agassi hanno avuto un fratello che li ha sostenuti, come me che ho due fratelli a cui voglio molto bene.

G.A.

Believe, credici, è quello che aveva fatto scrivere Agassi sul muro della scuola, tutti noi dovremmo crederci in quello che facciamo perché senza autostima non si va da nessuna parte. Io sono il primo che all’inizio della settimana non si dava autostima. così come ha fatto Sinner, dando il 101% di se stesso con l’1% di miglioramento al giorno (che è pochissimo) tutti possiamo diventare numero uno al mondo. Ci sarà sempre gente più brava di te in qualcosa e questo lo devi accettare, ma tu sarai più bravo di lui in qualcos’altro. al mio primo anno, quello di Kung fu Panda, l’arrampicata mi spaventava tantissimo e adesso sto addirittura pensando di iscrivermi al torneo individuale.

E.S.

La storia di Andre Agassi mi ha colpito davvero tanto perché, anche se odiava il tennis, ha continuato a farlo, facendo anche uso di sostanze stupefacenti. Tutto questo per non deludere suo padre. 

Devo dire che hanno sbagliato entrambi. 

Per primo il padre che, nonostante il figlio odiasse il tennis, ha continuato a insistere perché lo praticasse. Questo non è un padre. Un padre è una persona che ti aiuta a inseguire i tuoi sogni che ti coccola e che ti abbraccia, che ti aiuta nei momenti difficili, che ti vede crescere e chi ti aiuta a crescere.

Poi però ha sbagliato anche Andre perché non si è ribellato e ha continuato ad ascoltare solo suo padre e non se stesso. Dopo un po’ credo che si sia accorto degli errori , infatti ha fondato una scuola e ha fatto diventare ricco e sicuro un quartiere malfamato. Nella scuola viene imposto il “codice del rispetto” te che mi ha colpito veramente tanto: “l’essenza della disciplina è il rispetto.rispetto delle autorità e rispetto degli altri. Rispetto di se stessi e rispetto delle regole, è un atteggiamento che inizia a casa, è rafforzata a scuola e si mantiene per tutta la vita”. Nel codice si usa tante volte la parola “rispetto” che è davvero importante e tutti devono avere di tutti.

R.B.

La lettura di oggi mi ha fatto capire che non c’è età per trovare la versione migliore di se stessi. Per trovare la nostra miglior versione dobbiamo andare a cercare le persone giuste che non sempre sono mamma e papà. Quando sono stanca e triste mi fermo e penso a tutte le cose belle ma anche brutte e cerco di capire i miei errori: provateci.

M.F.

Non tutti possono avere un’infanzia felice perché alcuni perdere i genitori i parenti. tre anni fa abbiamo parlato di Kung Fu Panda dove aveva perso i suoi genitori e il suo padre adottivo mister Pin obbligava Bo a lavorare alla sua spaghetteria mentre lui la odiava e alla fine quando tutti scappavano da Thai Long la prima cosa a cui Pin pensò può aprire una nuova spaghetteria. Ecco questo fu quello che successe a Andre su quanto sia fortunato ad aver dei genitori che mi vogliono bene e io non me ne sto godendo perché quando si ha delle cose non le si sfruttano e quando inciderei le più di ogni altra cosa

A.B.

Io ammiro Agassi perché anche se ha avuto un padre così lui ha fatto di tutto per non deluderlo. Io mi sento un po’ così farei di tutto per non deludere mia madre. A volte mi chiedono ” perché non riesci a non ascoltare il giudizio degli altri” io non riesco perché avendo una famiglia che mi giudica sempre ormai per me è naturale ascoltarlo. Per me casa mia è come un posto di tortura quindi quando riesco esco di casa e sto via anche tutto il giorno. Anche se mia madre mi tratta così è sempre stata un punto di ispirazione perché lei ha avuto molti successi e anche io vorrei raggiungere i miei. Oltre a lei io ho avuto e ho delle persone che credono in me come la mia insegnante di italiano che quando mi hanno detto che ero dislessica mi sono abbattuta e ho pensato “non sono abbastanza non ce la farò“ ma lei mi ha dato la forza di andare avanti, mi ha protetto dai bulli e mi ha fatto credere di più in me stessa. Poi un altro punto di riferimento è la mia prof di italiano delle medie perché dopo quella che avevo in prima, che non capiva che non ce la facevo, mi ha dato la forza e l’aiuto a superare le difficoltà nei temi e nell’inglese, anche se sono cresciuta praticamente senza mio padre lo sento come un punto di forza perché mi ha insegnato di credere nei propri sogni.

C.Z.

Tra Sinner e Agassi c’è una grande differenza, perché Agassi ci racconta che è stato obbligato invece Sinner no. Agassi anche se però passava i pomeriggi con una macchina spara palline e ci dimostra la sua determinazione in quello che faceva. Sinner aveva un gran vantaggio ovvero una famiglia che lo supportava in tutto, Agassi questa fortuna non ce l’aveva però da chi era una persona triste è diventata una persona felice aiutando i bambini e i più bisognosi. Agassi ha una cosa che dovremmo avere tutti, il codice del rispetto, questo dobbiamo averlo tutti perché è una cosa importantissima.

G.C.

Grazie alla lettura del quinto giorno di Disentis, ho capito quanta fortuna ho avuto e ho. Al contrario di Agassi, io non sono stato costretto a fare uno sport solo perché lo volevano i miei genitori, ma ho potuto scegliere che sport fare, perché un genitore deve volere solo la felicità per i propri o il proprio figlio.

D.O.

Secondo me, una delle cose più importanti della vita è trovare un appoggio con cui saper superare i momenti più difficili.

io, come Agassi, ho molte persone che mi stanno vicine nei miei momenti più difficili e di questo non mi vergogno.

fate anche il contrario, se vedete una persona in difficolta cercate di essere voi il loro appoggio.

C.P.

Oggi Agassi mi ha insegnato che il nostra vita la possiamo cambiare, non la nostra bellezza ma il nostro cuore e la nostra mentalità; per esempio prima di una partita se penso di aver già perso sto avendo la mentalità sbagliata e per cambiare questa mentalità devo circondarmi di persone giuste e umili, che mi aiutino a tenere i piedi per terra , cosa che ha saputo fare Sinner ma soprattutto Agassi, esattamente come disentis gli staff mi hanno aiutato a fare, grazie!

M.T.

 

 

TERZO TURNO 2024

LUNEDI’ 01 LUGLIO 2004

RAGAZZI

Ho praticato tanti sport nella mia vita: dal nuoto, alla danza, alla pallavolo, e infine il basket, ma alla fine mi sono sempre sentita come se nessuno di questi mi appartenesse veramente.

Le persone che ho sempre trovata mi hanno fatto detestare qualsiasi sport che abbia praticato. Io amavo il basket, ma con la nuova squadra mi sono trovata malissimo, fino al punto di pensare che un infortunio mi avesse salvato da quello orribile esperienza.

Invece la scuola andava bene e riuscivo ad alternare scuola e Sport.

La sensazione di disagio in qualsiasi cosa a cui si va incontro è un vuoto, un circolo continua senza fine; io di disagio ne ho provato anche qui a Disentis, dove per la seconda volta sono stata scelta per ultima, nessuno mi voleva ed è una sensazione che ti rompe dentro. Che ne so, magari non sono popolare, anche se vengo qui da 5 anni, non sarò bellissima, non sarò della forma perfetta, ma alla fine chi se ne importa, vince chi riesce a distinguersi tra la folla occhi riesce a non essere dopo aver sfiorato alla morte, rinascere in forma più bella di prima dalle ceneri passate.

Potrai essere insensibile e non mostrare le mie emozioni, Ma se me lo chiedessero io farei di tutto per salvare o proteggere le persone a cui voglio bene, sono realista e magari dura con loro e dico subito la verità senza limiti ma è il mio modo per aiutarli.

Ringrazio lo stesso per mettermi sempre a mio agio qui, Vi adoro, e se credete di non valere nulla e sentirvi fuori posto non lo siete, siete nel posto giusto al momento giusto. Fatevi valere perché siete speciali e unici. A.N.

 

Ci concentriamo sempre sugli errori che facciamo dando per scontato la negatività delle conseguenze, facendoci così influenzare ogni volta.

Raramente dopo un errore i primi pensieri sono costruttivi o destinati a migliorarci, spesso ci troviamo nelle condizioni di giudicarci e di abbatterci.

Perciò, ammira il coraggio di Jannick nello scegliere uno sport dove frequentemente si sbaglia, dove i più forti non sono quelli che non sbagliano mai, ma chi sa riprendersi dopo un errore, e trovo un ciò una bella metafora per descrivere come si dovrebbe vivere: affrontando le sfide, scegliendo la salita al posto della discesa, sapendo di poter sbagliare e allo stesso tempo sapendo cogliere una lezione da ogni errore.

S.B.

 

Ho avuto alcune insicurezze in ambito familiare che mi hanno un po’ destabilizzato, è come se non avessi un posto nel mondo, però sono riuscito a superarle grazie ai miei amici e ad una persona che è diventata la mia ragione di vita, la cosa più importante, e sono sicuro che non mi abbandonerà mai, e io non abbandonerò mai lei. La ringrazio davvero tanto, mi ha aiutato ad amare me stesso.

Ringrazio molto anche il mio migliore amico per avermi aiutato ad essere me stesso; trovarlo è stata la fortuna più bella di tutto. Grazie a lui non mi sento più “da solo”.

 

Mi sento una persona fortunata, sono una persona fortunata. Ho una bella famiglia, una casa, faccio sport e non mi manca nulla, non potrei desiderare di più.

Allo stesso tempo credo di essere l’artefice delle mie sfortune: mi faccio sempre bloccare dall’ansia e dalla paura del giudizio altrui, questo mi limita e mi blocca, non mi permette di essere me stessa, di essere a mio agio e di godermi la vita.

Uno dei momenti in cui mi sento più “sfortunata” è quello delle gare sportive, quando sono sulla linea di partenza e, al posto dell’adrenalina e della carica, io sento crescere l’ansia e la paura di sbagliare. Questi mi limita e non mi permette di esserci al 100%, di dare il 100%.

Il mio futuro obiettivo, per la prossima stagione, sarà eliminare l’ansia, cercare di volermi tutto con più leggerezza e calma, di godermi la gara.

Spero di riuscire a raggiungere questo obiettivo, perché mi permetterà di nuovo essere me stessa e di riuscire a prendere la vita con più leggerezza, senza sentirmi continuamente giudicata.

A.P.

 

Ogni anno sempre la stessa storia, ovvero che arriva il momento formativo, e anche se può sembrare strano, è uno dei momenti che preferisco, perché non mi capita mai di prendermi del tempo per me stesso, o di ragionare su cose che potrei migliorare di me, o in generale con altre persone; tranne per lo sport, perché pur avendo sempre e solo giocato a calcio, ho dovuto prendere delle scelte e, sì, devo ammettere che sono fortunato ad avere dei genitori come i miei che, se avevo bisogno  di qualche consiglio, erano lì ad aiutarmi in qualche modo.

Oltre ai miei genitori c’è una ragazza stupenda che è sempre al mio fianco, nonostante le brutte situazioni che ho e che in generale potrebbero stressarla, e per questa cosa mi ritengo molto fortunato. Perciò, penso che le fortune nella mia vita siano proprio queste. Mentre di sfortune, nonostante non sia “grande” di età, ne ho avute, e hanno inciso sulla mia vita, perché sono brutte situazioni, ma basta volerlo, e in questo modo andari sicuramente benissimo, e questo è il mio grande consiglio per tutti: non mollate mai, proprio come Sinner, che ha preso una decisione non facile, perché andare via di casa alla sua età sarà stato sicuramente difficile e pesante, ma se si ha un obiettivo come lui voleva e ha realizzato, si rendendo fiere le persone che ci stanno affianco; questo dimostra che se si vuole una cosa la si può fare, basta semplicemente l’impegno e la costanza in quello che si fa e, così come gli amici veri ti stanno vicini, tu devi fare lo stesso e non ti ritroverai mai solo.

B.G.

 

Dalla lettura di oggi mi sono davvero resa conto di cos significa praticare uno sport. Praticare uno sport significa porsi obiettivi, essere in grado di compiere sacrifici e, soprattutto, metterci passione.

Come detto da Sinner, se non si hanno obiettivi non si va da nessuna parte. Sono convinta che oltre alla bravura bisogna sempre avere anche la testa; io sto provando a pormi obiettivi, ma non è facile portarli tutti a termine.

Un’altra cosa di cui sono consapevole è che per arrivare dove vogliamo bisogna fare sacrifici. Io ne sto facendo molti, e alla mia età magari il non uscier per andare ad allenarsi, o smettere di mangiare per avere un fisico più performante non sono cose che sono in grado di fare tutti.

Per quanto riguarda la passione per il nostro sport, penso che senza di essa non si vada da nessuna parte; amo ilmio sport, e per un certo momento è stato ciò che mi ha totalmente salvato.

L’ultima cosa fondamentale è il sostegno: siamo persone deboli, e senza nessuno che ci supporta finiamo solo per mollare. Non sono stata molto fortunata in questo ambito: parecchie volte i professori screditano ragazzi che tentano di gestire scuola e sport, e non ne capisco il senso. Sfortunatamente ho trovato allenatori che invece di trasmettermi la loro passione mi hanno solo fatto odiare uno sport che amavo, e questa è la cosa peggiore.

Resterò però sempre convinta che l’ossessione e la passione batteranno sempre il talento; quindi, in qualche modo raggiungerò sempre i miei obiettivi, se no, non potrò mai dire di aver vissuto a pieno ciò che amavo.

L.N.

STAFF

Sono una persona molto fortunata, vivo una vita che adoro. Amo profondamente la mia famiglia, godo di ogni momento del mio tempo gustandomi tutte le tappe della mia giornata. Sono appassionato del mio lavoro, valorizzo il tempo che ho a disposizione. Riuscire a trovare insegnamenti nella quotidianità, trasformando situazioni negative in positive, rafforza e migliora il mio cammino. D. R.

 

MARTEDI’ 2 LUGLIO 20243

RAGAZZI

 

Sono sempre stato una persona abbastanza leale e non riesco a superare le ingiustizie banali. Invece sinner da una ingiustizia molto importante per un incontro è riuscito a far passare tutto, senza protestare con l’arbitro. Vorrei essere come lui che dalle ingiustizie, ma anche dalle sconfitte riesce a trarre vantaggio. D.D.F.

 

Spero che se qualcuno mi sente da ora inizi a guardare se stesso/a.

Questa settimana, come nella vita, andrete incontro a fallimenti e giudizi, ma oggi ho capito che per quanto pesi, perchè so che pesi tanto e faccia stare male, dovrete sopportare e imparare ad uscirne, perché qui e nella vita ci sarà sempre qualcuno pronto a giudicarvi, dunque non si può scappare. Smettetela di pensare che avete fatto qualcosa di male o lo farete. Quindi a cominciare da domani prendetevi quella palla e tirate. Sbagliate? Vi sentirete giudicati e umiliati, ma ignorante quelle sensazioni. So che sembra assurdo e impossibile.

Quello che vi deve importare è che avete preso quella palla invece di stare fermi. Cosa avrebbe migliorato in voi stessi lo stare fermi? Assolutamente nulla. Quindi provate, osate. Per migliorare voi stessi e prepararvi ad affrontare la prossima sfida. Questo vale per tutto anche fuori da qui. Vi sta antipatico il professore? Fatevi in quattro e studiate fa soli. Fare nulla e dare la colpa a lui non cambierà voi stessi. Non tirare una palla non vi insegnerà a fare canestro, mentre sbagliare sì. 

N.M.

 

Trovo che le parole “sconfitta“ ed “insuccesso“ non sempre siano strettamente correlate.una sconfitta sarà anche un fallimento di vittoria ma è e sarà sempre un successo per la nostra crescita, in questo caso sportiva ma senza dubbio anche personale.certo, rimane sempre quel poco di amaro in bocca ma superare la rabbia o addirittura utilizzarla a nostro favore è già un punto di partenza. Purtroppo il senso di delusione dopo una gara andata male è un sentimento e familiare.ho praticato la ginnastica ritmica come primo sport in tutta la mia vita e mi hanno sempre detto che essere sempre lo sport cui ero destinata.vinceva la maggior parte delle gare a cui partecipavo e la felicità che provavo sul podio con la medaglia al collo mi faceva dimenticare gli enormi sacrifici che facevo per essere lì. Ho raggiunto il mio sogno di essere la prima in Italia in uno sport chiamavo quando il mondo della mia bambina di 10 anni si è sgretolato. La felicità stava annebbiando la mente, i miei genitori mi hanno fatto smettere di praticare ginnastica e finalmente ho capito che le allenatrici mi stavano trasformando in una macchina disposta troppo per vincere. Mi hanno salvata prima che fosse troppo tardi. E a questo punto che ho conosciuto l’atletica; sono tornata ad essere la metti sempre senza la pressione del dover essere sempre perfetta.verifica mi hai regalato molte più sconfitte che vittorie ma ora grazie adesso sto diventando la persona che ho sempre voluto essere. 

E.M.

 

Di fronte a sconfitte ed insuccessi ringrazierò sempre mio padre, tanto buono e puro quanto imperfetto, che mi ha insegnato che nella vita i più forti non sono quelli sempre vincitori, ma coloro che dopo una sconfitta hanno il coraggio di rialzarsi e di non abbattersi.

Conservo le sue parole e ne faccio uso per aiutare gli altri, seguendo il suo insegnamento prezioso, ovvero quello di spargere gentilezza per poter essere tu stesso felice, perché un sorriso vero che ti viene mostrato grazie alle tue parole, dà soddisfazione come nessun’altra cosa al mondo.

Ringrazierò per sempre mio padre, che mi ha insegnato chea fragilità e la sensibilità non sono mai sintomi di debolezza, ma al contrario, di forza e di animo buono, di bontà e purezza, che ormai in questo mondo sono rare, e se presenti, quasi impercettibili perché nascoste. 

I.P.

 

Sbagliare è parte fondamentale dell’essere umani. Fin da piccoli, quando muoviamo i primi passi, cadiamo ma l’importante è imparare a rialzarsi . Sinner significa peccatore, e Sinner è un esempio perfetto di uomo che sbaglia ma si rialza, accetta la sconfitta come opportunità per rialzarsi. Il mondo di oggi è pieno di persone che mirano alla perfezione eppure secondo me la perfezione non esiste. Secondo me è un vero campione, nello sport nella vita, non è un uomo perfetto ma un uomo che sbaglia, un peccatore come Sinner. Un uomo che sa di non essere perfetto ma che continua a cercare di migliorarsi, che riconosce i suoi difetti ma non si abbatte, va avanti umile e testardo. 

S.M.

 

Io ho sempre avuto un grande problema: ogni volta che perdevo o sbagliavo a calcio o in qualcos altro mi buttavo sempre giù invece di reagire. A differenza di altri, non sono ancora riuscito a risolvere questa cosa, anche perché, se devo essere sincero, non ho mai avuto un mister che mi aiutasse, perché quando giocavo in Varesina ho avuto un mister che, invece di incoraggiarmi, mi buttava giù ogni volta che facevo un errore, e questo mi distruggeva. Non riuscivo a tirarmi su.

Sono arrivato a un punto in cui non volevo più giocare a calcio.. pensate cosa può fare un mister, un insegnante: può letteralmente aiutarti o distruggerti. Diciamo che non sono stato fortunato neanche quando sono andato in Solbiatese, perché anche lì ho trovato un mister che mi abbatteva invece di incoraggiarmi; devo dire che il mio carattere è molto complicato, e so che se non cambi te, gli altri non possono entrarti in testa, perché sono sicuro che prima o poi riuscirò a cambiare. Arriverà il mio momento, ne sono sicuro. 

T.P.

MERCOLDI’ 03 LUGLIO 2024

RAGAZZI

Una cosa che ho notato in questi 3 giorni è sicuramente l’eccessiva competitività. Se sbagli è sicuro che ti becchi almeno 10 insulti diversi, da persone diverse. Ora, capisco che vincere sia soddisfacente, che ci siano dei punti che prendi per ogni vittoria e tutto, ma non c’è bisogno di scaldarsi tanto per una sconfitta, è comunque un gioco, non siamo a livelli agonistici.

Penso che tutti dovremmo prendere la frase di Nelson Mandela e porcela davanti un po’ come un mantra. In fondo, sbagliando si impara. M.Z.

Il mio più grande difetto è che mi preoccupo troppo della percezione che hanno gli altri di me. Questo a volte mi porta a vedere quell’immagine distorta che gli altri notano anche di fronte a uno specchio. 

La mia ossessione nei confronti delle idee altrui sulla mia persona mi porta a circondarmi di molte persone che non dicono le cose per il mio bene, ma per farmi del male.

In questo anno ho subito molte critiche, soprattutto a scuola, da compagni che ritenevo miei amici. Sentirmi dire che sono quella sbagliata, quella più idiota e quella a cui puoi fare tutto, mi ha ferita molto. Mi dicono sempre che sono una persona vuota dentro, ma qui sto capendo che di tempo per riempirmi ne ho. Ho solo 16 anni e, se non sbaglio ora, non imparerò mai nulla.

Spesso sbaglio facendo le cose solo per compiacere gli altri. Dallo sport alla scuola, dai miei impegni ai miei momenti liberi, cerco solo di fare qualcosa che possa rendere orgogliosi i miei genitori, i miei allenatori, i miei amici.

Qui a Disentis però, mi sento libera di essere quella che sono. È proprio vero che se ti circondi di persone belle dentro, ti si riempie il cuore di gioia.

E qui, grazie ai miei amici e allo staff, riesco a sorridere sempre, e a rendere bello per me ciò che gli altri chiamano “difetto”. 

G.V.

Penso che quando si vuole bene ad una persona sia giusto fare dei sacrifici per essa, così come Sinner ha dovuto fare per ciò che ama.

La persona per la quale faccio più sacrifici, anche se minimi, è la mia sorellina. Vorrei poterla proteggere da tutto il male che c’è nel mondo, ma soprattutto per tutto il casino che c’è nella mia famiglia.

Se potessi scegliere la persona preferita al mondo, sceglierei mio padre. 

Non c’è mai bisogno di chiedere qualcosa perché lui sa già di cosa abbiamo bisogno io e le mie sorelle. Sono cresciuta con un padre che mi faceva anche da madre. 

 

 

Penso che i sogni, in un mondo come il nostro, possano aiutarci a raggiungere la felicità.

Quando ero piccolo sognavo di essere un pilota, ma per ovvie ragioni non ho potuto neanche iniziare con i kart. 

Però crescendo mi è rimasta nel cuore una grande passione per le corse di tutti i tipi, e spero di poter entrare in quel mondo, come giornalista, come commentatore, o anche con una mia scuderia. Nonostante questo sia un sogno distante e quasi irraggiungibile, so che ce la farò con le mie qualità e con il supporto dei miei amici e della mia famiglia.  E .D.

 

Spesso purtroppo, mi capita di litigare con i miei genitori, soprattutto con mio padre perché è testardo come me.

Molte volte litighiamo per una banalità e finiamo per perderci momenti preziosi insieme. 

Poiché il mio obiettivo nella vita è diventare la migliore versione di me stesso, anno per anno, qui a Disentis sto imparando che banalmente ho 14 anni e, anche se a volte mi sembra di sapere tutto, non so nulla.. come una candela nell’oscurità. 

Il primo passo di questo lungo cammino che voglio intraprendere è cercare di comprendere meglio le motivazioni che spingono i miei genitori a dare certe risposte, e imparerò a seguire maggiormente i loro consigli. 

R.R.

Il sacrificio, una parte che caratterizza tutti almeno una volta nella vita o molte più volte.

Nella mia vita ho vissuto molti sacrifici che ho fatto sia per me che per gli altri. 

Però ci sono anche tanti sacrifici che vengono fatti per me. 

Il più importante è quello dei miei genitori, le persone più preziose della mia vita fino ad ora. Da loro non c’è solo il sacrificio per qualcuno in un certo momento della vita, ma è il sacrificio per tutta la loro vita ha un figlio o una figlia.  D.C.

 

STAFF

 

Nella mia vita ho spesso rinunciato a qualcosa pur di non mettere in difficoltà i miei genitori. Da ragazzi la voglia di uscire di casa la sera è tanta, quella di fare festa forse anche di più, ma per me sono sempre venuti prima la famiglia e lo sport. 

Quelli che ho fatto io non sono veri e propri sacrifici, o meglio, io non li reputo tali perché non mi è mai pesato farli, piuttosto, devo dire grazie a mamma e papà, per tutti quelli che loro hanno fatto per me, mio fratello e mia sorella; perché nonostante momenti di difficoltà economica passata, non ci hanno mai fatto mancare nulla, ci hanno sempre reso felici e si sono fatti il mazzo per risollevarsi, per continuare a permetterci di vivere esperienze come questa. Non tutti i supereroi hanno il mantello o i superpoteri, per me mamma e papà però lo sono, perché nel momento in cui escono di casa alle 4 di mattina per tornare alla sera dal lavoro e avere ancora la voglia e la forza di ridere e scherzare con noi figli, penso che ne sia una dimostrazione enorme. N.B.

GIOVEDI’ 04 LUGLIO 2024

RAGAZZI
Il mio sogno di felicità è di avere sempre qualcuno al mio fianco, e che mi sostenga. Perché ho tanta paura della solitudine e di rimanere da solo nella vita.

Dico questo perché io ho tanti obiettivi e sogni sin da quando ero bambino. Il primo di questi è arrivare in alto con il calcio, ma se mai un giorno dovessi per caso farcela ma senza nessuno che mi ama veramente, o che stia al mio fianco con sincerità, allora preferisco rimanere una persona tranquilla e umile, ma con dei veri amici e delle belle persone attorno. M.C.

 

In questa società spesso piangere viene visto come qualcosa di infantile, e come segno di debolezza. Secondo me, invece, è tutto il contrario: per me dimostra la maturità emotiva di una persona, che capisce e comprende a pieno l’argomento in questione. 

Una delle cose che mi fa piangere e di cui ho più il rimpianto è dare delle risposte poco carine ai miei genitori che, nonostante la separazione, cercano e si impegnano al massimo per rendermi felice.

Una delle cose di cui mi pento è appunto non capire lo sforzo e l’impiego che ci mettono per fare sembrare tutto “normale” quando per me non lo è affatto.

Durante questa settimana infatti, sto provando a trattare nel modo migliore le persone che ho accanto, magari sbagliando, ma impegnandomi al massimo.
B.C.

 

Su tutte le domande fatte vorrei soffermarmi su quella dei genitori. In questo ambito la situazione è un po’ complicata.

Sono separati da quando sono molto piccola; della mia infanzia mi ricordo solo il venire spostata come un pacco da una casa all’altra, usata come mezzo di comunicazione tra un genitore e l’altro.

In questa famiglia disastrata c’era è c’è tutt’ora un’unica fonte di amore, mio fratello: mi ha sempre accolto tra le sue braccia, nonostante quello che stavo passando io lo stesse passando anche lui.

È più grande di me di due anni, e mi ha cresciuto meglio di qualunque altro genitore potesse fare. Tra un padre che lavora sempre e una madre che fa lo stesso, non mi manca mai niente di materiale, ma sento che mi manca dentro qualcosa.

I fidanzati che dovrebbe promuovere un padre, li approva mio fratello, la cena che dovrebbe cucinarmi una madre me la cucina invece mio fratello. Devo dire che in una famiglia così, la fortuna della mia vita è anche la mia più grande sfortuna.

Ringrazio chiunque mi abbia mandato Emi, che ha visto tutto il buio che mi circondava.
L.D.G.

 

Io so perdonare ma c’è un errore che non mi perdonerò mai quando a 7 anni mio padre è venuto a dirmi di andare a trovare la nonna, io che non avevo voglia perché stavo giocando ho rifiutato in malo modo. L’anno scorso mia nonna è morta, infatti ogni volta che ci penso piango, so che la mia nonna non vorrebbe questo ma ognuno è fatto a suo modo. So che ieri sera mia nonna era fiera di me per l’arrampicata, come tutti i miei amici qui a Disentis e come la mia famiglia.

Come ho già detto ieri sera mi sono sentito ben voluto. Quindi vi ringrazio a tutti di cuore!!!!  A.F.

 

Ogni tanto con i miei amici capita di dire, tra una risata e l’altra, che sono “fatta per il 90% di ansia”, ma in fondo so che è vero.

L’ansia e la paura mi fregano sempre, il giudizio degli altri lo percepisco come una spada di Damocle che aspetta solo il suo momento.

Per tanto, troppo tempo, mi sono circondata di persone che ritenevano più importante apparire che essere. Corpo perfetto, trucco eccellente, buoni vestiti, erano le cose che contavano di più. 

Spesso mi ammazzavo di studio, più di 12 ore di allenamento a settimana, solo per non sentirmi dire che “non ero abbastanza”, arrivando al punto di essere apatica e sola; perché puoi essere circondato da persone e avere la solitudine dentro.

Poche volte lascio che le persone vedano chi sono realmente, e farlo mi spaventa, ma so che un giorno troverò qualcuno che mi vorrà bene, anche se sarò vestita con i primi vestiti che capitano e, magari, senza un corpo perfetto ma che semplicemente piaccia a me.  G.B.

 

Perché si piange? Questa è una domanda che nell’ultimo periodo mi sto facendo molto.

Credo che piangere faccia capire veramente a cosa teniamo e a cosa no.

Piangere può essere una cosa bellissima, ma può trasformarsi in pochissimo tempo in una cosa orribile.

Ognuno di noi piange, e per ognuno quelle lacrime hanno un significato.

Ieri mi è stato detto che sono un insensibile, uno senza emozioni, ma che ne sanno gli altri di come sono realmente?

Io sono un ragazzo che non si fa problemi a dire chi è. Sono quel ragazzo che due settimane fa piangeva vedendo il suo fratellino crescere durante la sua settimana, sono un ragazzo che anche a 17 anni piange per la distanza della famiglia, sono quel ragazzo che piange per la mancanza della propria ragazza…

Sono il ragazzo che non ha paura di farsi vedere veramente com’è, che non si nasconde e che non tiene tutto dentro.

Ragazzi, io sono un semplice ragazzo che non sa nulla, ma so che non bisogna nascondersi da niente. 

Se si deve piangere, piangete, se bisogna ridere, ridete. Fare un po’ quello che volete ma non abbiate paura di non essere voi stessi. N.P.

 

STAFF

 

“Che rapporto hai con i tuoi genitori?”

Ci sono stati tanti momenti in cui il rapporto con i miei genitori non è stato dei migliori.

Da adolescenti non è semplice accettare di dover fare da madre alla propria mamma, parlare con una voce che non appartiene a quell’età, vedere il mondo con gli occhi di una persona che ha 30 anni in più. Ma c’è alternativa quando chi ha bisogno d’aiuto non ha nessuno su cui contare? 

E quando l’esempio che un padre può darti non è ciò che ti fa stare bene, da che parte ti volti? 

Da dove raccogli le forze per aiutare entrambi?

Non so ancora dire come io abbia fatto, ma ad oggi, a distanza di anni, posso dire di aver imparato che perdonare noi stessi e gli altri è la forma di rispetto più grande verso di sé.

Ho perdonato mia madre per non aver saputo riconoscere i limiti di un’ adolescente, ho perdonato le assenze e i silenzi di mio padre, ma soprattutto ho imparato a perdonare me stessa per tutto il tempo che ho perso dando retta alla rabbia.

Mi piace pensare alla parola PERDONARE non come fosse un sacrificio, ma letteralmente un gesto “per-donarsi” la tranquillità che meritiamo. La considero un modo per arrivare ad uno dei più grandi successi nella vita.

VENERDI’ 05 LUGLIO 2024

RAGAZZI 

Mi è sempre stato insegnato a non confrontare quello che faccio con quello che fanno gli altri, perché io sono un individuo diverso, e il mio modo di fare, le mie capacità, sono miei, e non ha senso (per me e la mia famiglia) mettersi a confronto per voti o risultati. 

La persona che me lo ha insegnato più di tutti è il mio papà. Mi è sempre stato accanto, e sono sicura che lo farà per sempre, anche quando in teoria sarò io a dovermi prendere cura di lui.

Tutte le mie scelte passano sotto al suo giudizio, che non è mai falso, ma che invece mi fa sempre capire se sto facendo bene, che mi aiuta in caso di risposta negativa ad andare avanti. Sono sempre stata simile a lui in tutto, soprattutto nel carattere; tutti mi dicono sempre che sono davvero una “Siva”, e quando succede provo tantissimo orgoglio di assomigliare al mio papà, e sono sicura che anche lui è fiero di me, di come sto crescendo e di quello che faccio nonostante il nostro rapporto non sia sempre rose e fiori. 

Capita a tutti di arrabbiarsi, e dopo un litigio tra di noi non si può fare a meno di sorridere e ricominciare da capo.

Lui mi fa sempre trovare le cose positive in me e in quello che faccio, anche nel poco tempo in cui ci vediamo la sera e nel weekend, dove è sempre bello stare insieme. R.S.

 

Il rapporto con mio padre è particolare. Un giorno è neutrale mentre quello dopo ci odiamo a vicenda. Il fatto è che quando sono con lui è come se mi sentissi costantemente giudicato almeno in un aspetto. E quando non supero i risultati minimi per passare un test mi sgrida sempre insultandomi. Io ci ho anche provato a stabilire un bel rapporto con lui proponendogli delle attività da fare insieme però le volte che accetta se non se ne va dopo 5’ minuti è sempre scocciato o annoiato a meno che non decida di iniziare a giudicarmi anche in quel campo. Quando invece è lui che mi propone un attività da fare insieme finisce sempre con noi due che litighiamo. Mia mamma proprio come quella di Agassi dice che devo solo capirlo aggiungendo anche che abbiamo due caratteri molto simili anche se io nonostante ci provi a renderlo orgoglioso o fiero praticamente non ci riesco mai e quando ci riesco la sua felicità non dura più di 20 secondi, non so se mi devo sforzare di più oppure col tempo lo capirò, so solo che ora come ora probabilmente anche se diventassi campione l’unica cosa che otterrò da mio padre sarà un buffetto sulla spalla.  L.B.

 

Sentendo la storia di Andre Agassi ho capito l’importanza di come ci approcciamo alle cose, ma soprattutto di quanto siano importanti le persone che ci circondano per il raggiungimento dei nostri obiettivi.

Spesso le persone che abbiamo intorno hanno il potere di influenzare l’approccio che abbiamo nei confronti di quello che abbiamo intorno a noi, come ad esempio il padre di Andre Agassi è riuscito a far odiare al figlio lo sport che praticava.

Nella vita trovo importantissimo avere delle guide, delle persone fidate, che ti aiutano nei momenti in cui si è “a gomme a terra”, dando consiglio o semplicemente standoti accanto, perché molte volte la vicinanza nei momenti più bui vale più di mille parole.

Mi sono piaciute molto le parole del preparatore atletico di Agassi. Noi non possiamo cambiare le persone che ci circondano, ma possiamo soltanto amare pregi e difetti, ma se in qualcuno notiamo dei punti in cui può esserci un miglioramento, dobbiamo essere i primi a porgere il braccio al nostro amico, e a dargli forza e sostegno in modo che raggiunga la parte migliore di se stesso.  V.B.

 

Al contrario di Agassi, il rapporto con mio padre lo ritengo uno dei cardini più importanti nella mia vita. Con lui so che posso parlare tranquillamente di qualunque cosa. Che siano sciocchezze o questioni importanti, lui è sempre là, pronto ad ascoltarmi e darmi consigli utili. Come tutti i sani rapporti, non tutto funziona sempre tra di noi, perché moltissime volte capita che, nonostante sappia che con lui posso parlare di ogni cosa, non riesco ad aprirmi completamente, filtrando le mie emozioni, e questo a lui dà fastidio.

Nella settimana che ho svolto come “aiuto staff” mi sono posto l’obiettivo di cercare di mostrare le mie emozioni, cercando di non risultare asentimentale, e a questo sto lavorando molto. Spero di riuscire a sbloccarmi e cominciare ad aprirmi di più con le persone, a partire da mio padre. 

D.R.

 

La vita di Agassi mi ha fatto capire che la cosa che più ci riempie di gioia è la presenza di una persona amica. Per essere felici non dobbiamo cercare di coprire il nostro vuoto con cose materiali, ma basta trascorrere del tempo con delle persone con le quali ti trovi bene, e passando momenti spensierati e sereni. Oggi stando in mezzo alla natura con i miei amici mi sono sentito calmo e privo di preoccupazioni. 

Stando in questo posto ho finalmente capito che la vera ricchezza ce l’ho avuta sempre sotto gli occhi, ma la mancanza di momenti come questo non me l’ha mai fatta vedere. Per me la vera ricchezza significa un posto tranquillo e calmo da vivere con degli amici veri.  L.L.

 

Credere in se stessi… Che cosa complicata, eppure sembra quasi scontata. Quando non credi in te stessa la sensazione è come cadere, ti manca il pavimento sotto i piedi e precipiti. La voce dentro la testa che ti dice che non puoi fare qualcosa, non puoi essere qualcosa al di fuori dei tuoi errori la conosco molto bene. So che in quel momento l’unica cosa che vorresti è una pacca sulla spalla, un sorriso o semplicemente un amico, che a me nell’ultimo periodo è mancato troppo spesso. Quando vengo qui a Disentis cerco di non lasciare mai nessuno indietro, non conosco la storia degli altri e non so che cosa urla la voce nella loro testa. Hai fatto un errore? Ti incoraggio a fare meglio. Ti faccio un applauso ogni volta che fai del tuo meglio. Hai paura? Allora io ti darò la mano. Perché questo è quello che avrei voluto per tanto tempo, non essere lasciata indietro.  G.B.

SABATO 06 LUGLIO 2024

RAGAZZI

Questo è il mio primo anno a Disentis e credo di non aver mai provato così tante emozioni: gioia, rabbia, tristezza, paura e nostalgia. Tutte le sfide, i giochi e le partite che ho fatto … non ne manca una di emozione, mi sono divertita molto e ho capito molte cose, soprattutto durante il momento formativo. Sono arrivata qui con ansia, ma grazie alle mie amiche, allo staff e alla cucina ero molto più serena e tranquilla.

Sapevo che con loro potevo parlare ed essere aiutata. Mi ricorderò per sempre questa esperienza, questo credo sia il primo passo dove sono stata più indipendente e, soprattutto, me stessa. Porterò avanti per tutta la vita questi momenti. A.B.

Una meta uguale per tutti, ma percorsi diversi. Questa settimana, come ogni anno, mi ha lasciato il segno.

Inizialmente, pensavo che in una settimana non potesse succedere poi tanto, ma cavolo quanto mi sbagliavo. In una delle prime riflessioni ho parlato di come per me la mia anima è un campo di fiori colorati: dopo una settimana riesco a vedere nuovi fiori di felicità, tristezza, disagio, ma ce ne sono una manciata che danno nell’occhio: si sono creati nuovi fiori, come nuovi colori.

Per me, quei colori sono delle consapevolezze, e lo vedo lì, il fiore più bello che abbia mai visto. Ho capito gli errori, la normalità di essi, la loro importanza, ho capito che un percorso non sarà mai del tutto perfetto e che, ogni tanto, fare un passo indietro non è simbolo di debolezza, ma di saggezza. Ritengo la nascita di questi fiori un nuovo splendido inizio per il mio viaggio, per quanto lungo potrà essere, accetterò tutto a braccia aperte.

Un grazie va a Disentis, allo staff, e agli amici che mi hanno accompagnata in questa settimana che mi hanno donato un nuovo inizio. A.L.

Finalmente ho collegato tutti i pezzi. È dal primo giorno che cerco la mia parola della settimana, e finalmente l’ho trovata: coraggio.

Il coraggio di mettersi in gioco, il coraggio di continuare a combattere e andare avanti per raggiungere i nostri sogni.

Nell’inno di quest’anno ci sono molte parole che indicano il coraggio, specialmente quelle di Alfa, che nonostante sia pieno di dubbi, con coraggio vuole scoprire come migliorarsi e, come dice Vecchioni, devi avere coraggio, perché “ti diranno parole rosse come il sangue e nere come la notte” e “lasciarli dire al mondo, quelli come te perderanno sempre”; ma io invece ho vinto, perché esco da qui come un ragazzo nuovo, un ragazzo coraggioso.

Coraggio significa capace di mettersi in gioco specialmente nella vita. Una persona coraggiosa non è una persona che non ha paura di niente, affatto: un uomo può essere coraggioso solo quando ha paura. 

R.

Da questa settimana ho capito che ognuno ha emozioni e sentimenti, e nessuno va giudicato senza sapere la sua storia. Ho capito l’importanza della vita, che è unica e meravigliosa, e va goduta fino in fondo. Ho anche capito l’importanza dei genitori, che nonostante gridino, lo fanno per il nostro bene, e anche se per esempio non vogliono giocare con noi, non è per farci un dispetto, ma perché sono impegnati e non possono. Ho imparato anche a farmi nuovi amici, conoscere nuove persone e integrarmi in un gruppo; inoltre, ho capito che nella vita bisogna circondarsi delle migliori persone possibili per godersela al massimo. Ho imparato anche a godermi i paesaggi, le belle giornate, i piccoli gesti che le persone fanno e che, pur sembrando inutili, per me contano molto.

Insomma, questa settimana è stata una bellissima esperienza che terrò sempre nel cuore e che di sicuro voglio rifare. 
M.S.

Di questa settimana mi porto a casa tanto, amicizia, insegnamenti, pentimenti, scuse. Ho capito che può capitare di sbagliare, ma l’importante è cancellare e riscrivere. Ho imparato che dopo un errore non bisogna condannarsi, ma cercare di perdonarsi e comprendere il motivo di ciò. Ho scoperto che la fiducia di qualcuno la si può guadagnare facendo mille bei gesti, ma la si può perdere compiendone anche solo uno sbagliato. In realtà, ho solo 17 anni e di cose sulla vita ne so ben poche, ma sono consapevole del fatto che qui a Disentis, in una settimana all’anno, riesco ad imparare più dei restanti 358 giorni che non passo in questo magico posto della Svizzera. 
G.C.

Quest’anno, purtroppo, sarebbe stato il mio ultimo anno di Disentis, ma parlando con Silvano e altri, mi hanno detto che vorrebbero alzare di un anno l’età massima: dopo aver sentito questa cosa, mi è tornato il sorriso.

Perché quando ogni anno sono in partenza per venire a Disentis, mi si illuminano gli occhi, perché so che il divertimento è scontato e le persone mi fanno stare bene.

Quest’anno ho anche fatto la mia prima esperienza non da ragazzo, ma come staff, e devo dire che non me lo sarei mai aspettato in questo modo: mi è piaciuta veramente tanto tanto.

Sono un ragazzo che non lo fa perché i bambini mi piacciono e ne vado pazzo, ma perché, quando si parla di qualsiasi sport, mi piace sempre. 

Quando sto a stretto contatto con lo sport, di conseguenza mi piace stare anche con i bambini. Il mio primo obiettivo è quello di riuscire a far stare bene i bambini e, soprattutto, farli divertire. Quando vedo che succede questo, sono la persona più felice del mondo, anche se so benissimo che non lo faccio vedere… mostro le cose solo negative, ma non sono così.

Ringrazio tutto lo staff della prima e della terza settimana per avermi aiutato a crescere a livello umano e in primis la mia famiglia, che mi permette di poter fare tutto questo. B.T.

STAFF

La partita più importante di tutte la giochiamo quotidianamente contro noi stessi. In particolare contro il nostro stesso orgoglio.
Dovremmo però imparare a fare una distinzione tra l’orgoglio positivo e quello negativo.
È proprio l’orgoglio a parlare ogni volta che otteniamo o perdiamo qualcosa; se la volontà è quella di non deludere noi stessi, è giusto che sia l’orgoglio buono a parlare, ma nel momento in cui, anche inconsciamente, giochiamo la nostra partita in funzione di ciò che pensano gli altri, l’orgoglio cattivo si mangia tutto l’impegno con cui abbiamo giocato, rendendo superficiali anche i successi.
Forse è quando ce ne rendiamo conto che la vera partita dovrebbe iniziare, e dovremmo ricordarci che l’auto-sostegno e il sostegno degli altri possono essere fondamentali per ribaltare un risultato anche all’ultimo secondo.